La Natura

Il tratto costiero dell’area marina protetta presenta un paesaggio ricco di insenature, piccole spiagge sabbiose, pareti a picco sul mare e promontori.
La vegetazione assume i caratteri tipici della macchia mediterranea con mirto, ginepro, corbezzolo e pino d’Aleppo. Non mancano rari endemismi, come la ginestra del Cilento (Genista cilentina) o la Primula palinura, presente sulle rocce costiere e che rappresenta il simbolo del Parco Nazionale del Cilento e Valle di Diano che protegge tutto l’entroterra.
I fondali presentano popolamenti estremamente ricchi e diversificati in cui già a 20 m di profondità è possibile ammirare il paesaggio sottomarino del coralligeno dominato dai ventagli delle gorgonie, spugne, madrepore e briozoi. Quelli antistanti le spiagge del Pozzillo sono in parte ricoperti da ampie praterie di Posidonia oceanica, che si sviluppa fino a circa 30 metri.
I luoghi che richiamano gli appassionati delle immersioni sono situati a Punta Tresino, con franate e pareti, e al largo di Punta Licosa, in cui vi sono alcune secche le cui porzioni meno profonde possono essere visitate anche da chi fa solo snorkeling. Nel corso delle immersioni è inoltre possibile scorgere resti e reperti archeologici risalenti all’epoca romana.

Recapiti Utili

Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano
Piazza S. Caterina 8, 84078 Vallo della Lucania (SA)
Tel: 0974.719911
Fax: 0974.7199217
[email protected]
www.cilentoediano.it

Capitaneria di Porto competente per area
Molo manfredi 33, 84100 Salerno (SA)
Tel. 089.2587911
Fax: 089.2587926
[email protected]

In Barca

Il Cilento è fra le costiere più belle e meno note d’Italia, impreziosita dall’alternarsi di spiagge, grotte e scogliere a picco, punteggiata da antiche torri saracene e bagnata da un mare incontaminato. Si può facilmente raggiungere dalla vicina Salerno.
Castellabate, forse la cittadina più elegante della costiera, è la migliore base per raggiungere Punta Licosa, il cuore della nuova riserva.
L’isola omonima è fronteggiata da secche e scogli e va doppiata a più di mezzo miglio di distanza. Con sole 8 miglia di navigazione verso sud si guadagna il borgo di Acciaroli, dove Hemingway avrebbe trovato l’ispirazione per “Il vecchio e il mare”.
Il porto offre un ottimo ridosso, anche se lo scirocco alza risacca (attenzione a due secche molto pericolose situate a est sud-est dell’imboccatura).
Procedendo verso nord, invece, si raggiunge il borgo marinaro di origine bizantina di Agropoli, capace di offrire atmosfere d’altri tempi. Il porto è attrezzato con pontili galleggianti comunali ed altri ormeggi gestiti dalla Lega Navale e dai privati. Da qui si può arrivare a Paestum; con bel tempo si può ancorare di fronte alla spiaggia situata nei pressi della foce del fiume Sele e con una passeggiata di 1 chilometro arrivare al complesso archeologico.