La Natura

Il Promontorio di Punta Campanella offre un panorama di rara bellezza: la costa è un alternarsi di falesie a strapiombo, pareti che dolcemente s’immergono nel mare, baie e profonde valli immersi nella tipica vegetazione mediterranea in cui dominano i pini marittimi e gli ulivi. Percorrendo i sentieri si notano resti delle antiche ville romane, torri di osservazione e santuari di grande interesse archeologico.
I fondali rocciosi, nei primi metri di profondità, presentano numerose spugne, briozoi e i cuscinetti del madreporario coloniale Cladocora caespitosa. A queste quote assume grande rilevanza a la presenza dei datteri di mare (Lithophaga lithophaga), molluschi bivalvi che si annidano negli strati calcarei scavando delle nicchie.
La specie, commercialmente molto pregiata, ma con una crescita molto lenta, è particolarmente protetta e se ne vieta totalmente il prelievo, la detenzione e la vendita. La pesca clandestina dei datteri di mare infatti comporta la distruzione delle rocce in cui vivono, con conseguente totale desertificazione dei fondali per almeno una ventina d’anni. Particolarmente pregiate per la ricchezza di vita sono le pareti sommerse degli scogli di Vetara e Vervece sulle quali si sviluppano colonie di margherite di mare (Parazoanthus axinellae), gorgonie gialle e rosse dei generi Eunicella e Paramuricea e gli eleganti spirografi (Spirographis spallanzanii).
A maggiori profondità si segnalano anche diverse colonie di falso corallo nero (Gerardia savaglia). Tra le mete più affascinanti dove immergersi si segnalano “Punta di Puolo”, “Lo Scolgglietto di Vervece”, la “Secca dei Galli”, “Montalto” e lo “Scoglio Penna”. L’area è stata sottoposta a tutela per le scogliere sommerse, che pullulano di grotte subacquee o semisommerse di medie e grandi dimensioni, paradiso degli appassionati degli sport subacquei, e i fondali, che costituiscono ancora oggi l’habitat naturale di numerose specie fra le quali spicca la presenza dell’anfiosso, un organismo particolarmente sensibile alle condizioni naturali dell’ambiente in cui vive. Attraverso arcate sottomarine, le cui volte sono tappezzate di margherite, e tunnel subacquei si può accedere alle favolose grotte dell’Isca e dello Zaffiro dove si possono ammirare i colori brillanti dell’acqua dei laghetti interni, le formazioni di alabastro, le stalattiti e le stalagmiti. Un bel modo di visitare l’area marina protetta è attraverso il pescaturismo grazie al quale si può passare la giornata con i pescatori a bordo dei loro pescherecci e gustare il pescato cucinato con le ricette marinare locali.

L’Area Marine Protetta

Istituita nel 1997 ed estesa per 1.539 ettari, di cui oltre 180 in zona A, l’area protetta interessa i fondali della Punta Campanella, estrema propaggine della Penisola Sorrentina, che divide la riviera di Sorrento, nel Golfo di Napoli, dalla riviera di Positano, nel Golfo di Salerno.
La zona è circondata da località di straordinaria bellezza e importanza storica: siti archeologici e preistorici, imponenti torri di avvistamento e borghi marinari. Le zone A sono segnalate da boe gialle luminose e miragli a terra. Nelle zone B sono presenti tre corridoi per la navigazione in corrispondenza del fiordo di Crapolla, della costa antistante lo scoglio di Vetara e delle isole Li Galli.
A prescindere da motivi di sicurezza della navigazione, tra lo scoglio Scruopolo e la punta a Ovest di Grotta Matera, è consentito il transito a motore a max 5 nodi ai natanti autorizzati. Il nuovo regolamento è in fase di approvazione.

Recapiti Utili

Consorzio di gestione
viale Filangieri, 40 – 80061 Massa Lubrense, (NA)
tel. 081/8089877
Centro visite
tel. 081/8089877
[email protected]
www.puntacampanella.org
Autorità Marittima
081/8370226
Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia
tel. 081/78711086

In Barca

Quella di Punta Campanella è una delle costiere più note d’Italia, meta prediletta sin dall’antichità. L’affascinante Sorrentum dei romani è distesa su un altopiano, facilmente distinguibile dal largo. Il porto di Marina Piccola, riconoscibile per l’alto muraglione, è oggetto di lavori di ampliamento.
È possibile ormeggiare alla radice del molo di sovraflutto, mentre la parte meridionale del bacino è impraticabile a causa dello scarso fondale. Con tempo bello si può ancorare a levante dell’imboccatura, su 5 metri d’acqua e fondale sabbioso. Doppiato Capo di Sorrento si entra nell’area marina protetta. Circa 1 miglio più a sud si incontra la pittoresca Marina di Puolo, che può essere utilizzata come rifugio temporaneo.
Il porticciolo di Marina della Lobra, 2 miglia più a sud, invece, è adatto solamente a piccole imbarcazioni. Oltre Punta Campanella, sormontata da una torre a fasce bianche e nere, si apre la bella l’insenatura di Ieranto, dove attualmente è consentito l’ormeggio solo per le attività di visita guidata. 5 miglia più ad est un gruppo di tre isolotti forma Li Galli, dove è prevista l’installazione di un campo boe. Positano offre appena un molo dove accostare per lo sbarco e l’imbarco dei passeggeri, ma merita senz’altro una sosta alla fonda. Proseguendo verso levante non ci sono altri porti sicuri prima di Salerno. Amalfi, circa a metà navigazione, ha circa 300 posti barca, ma il ridosso è buono solamente con tempo stabile: lo scirocco alza risacca e forti raffiche scendono dalla montagna con venti settentrionali. Il porto è difficilmente individuabile dal mare e un buon punto cospicuo è rappresentato dalla cupola della cattedrale. Per il transito è riservata un breve tratto del molo foraneo, nei pressi del distributore, oppure gli ormeggi privati dotati di corpi morti.

Le Regole