La Natura

Salvaguardato fin dal 1935, il Promontorio di Portofino costituisce l’area costiera protetta più settentrionale del Mediterraneo. Le scogliere ospitano specie alofite come il finocchio di mare, borracine, il limonium, corbezzolo, erica e le esclusive sassifraga spatolata (Saxifraga cochlearis) e la centaurea ligure. Più in alto prevalgono le pinete tipiche del paesaggio mediterraneo, con il pino marittimo e il pino d’Aleppo.
L’area marina è caratterizzata da falesie calcaree che proseguono fino alla batimetrica dei 50 m e ospita un ambiente mediterraneo di elevatissimo pregio ambientale con popolamenti marini sonomolto diversificati grazie alla morfologia costiera estremamente varia. Le attrattive naturalistiche sono già evidenti nella fascia superficiale delle scogliere compresa tra la bassa ed alta marea; qui si possono notare i cosiddetti “trottoir”, simili a terrazzi o cornici, formatisi grazie all’incrostazione dell’alga rossa Lithophyllum byssoides.
Nei fondali meno scoscesi e sabbiosi dei versanti occidentale e orientale predominano le praterie di Posidonia oceanica, che costituisce un ambiente protettivo e ricco di nutrimento per molti organismi marini e riduce l’erosione delle coste. Il substrato roccioso, invece, offre un paesaggio sottomarino costituito da un’infinità di forme e colori come le splendide colonie di corallo rosso (Corallium rubrum), grande attrattiva della riserva marina. Sono inoltre presenti colorate spugne come Crambe crambe, gorgonie gialle e rosse (Eunicella cavoliniii e Paramuricea clavata), margherite di mare (Parazoanthus axinellae) e madreporari come la Cladocora caespitosa, il più grande madreporario del Mediterraneo.
Circa la fauna, oltre le numerose specie tipiche, quali saraghi, castagnole e dentici, va segnalata la ricomparsa della cernia che è tornata a popolare gli anfratti delle pareti sommerse. Nelle acque dell’area marina protetta sono poi frequenti gli avvistamenti di cetacei quali il tursiope (Tursiops truncatus) e la balenottera comune (Balaenoptera physalus), da qui anche il nome di Portofino (Portus delphinii). I fondali rocciosi della riserva sono dunque un vero paradiso per i subacquei: tra i 21 siti di immersioni lungo il versante meridionale del promontorio si segnalano Punta Torretta, Secca dell’Isuela, l’Altare, Punta Chiappa, Cala degli Inglesi, Punta del Buco e la famosa statua sommersa del Cristo degli abissi, posizionata negli anni ’50 nella Baia di San Fruttuoso.

L’Area Marina Protetta

Istituita nel 1998 ed estesa per 346 ettari di mare, di cui 18 in zona A (Cala dell’Oro), l’AMP si trova sulla riviera di Levante, circa 20 km a est di Genova. La riserva comprende il celebre litorale esteso tra Punta Cannette nel Golfo Paradiso e Punta Pedale nel Golfo del Tigullio, sviluppandosi nello specchio acqueo intorno al Promontorio di Portofino. I canali di accesso e le rade di Portofino, S. Fruttuoso e Porto Pidocchio non sono comprese all’interno dell’area marina protetta. A terra il Monte di Portofino è Parco Naturale regionale dal 1986. Il nuovo regolamento è in fase di pubblicazione.
Le zone A, B e C sono segnalate da 11 segnalamenti marittimi (boe gialle luminose e miragli a terra); la zona A è ulteriormente segnalata, al suo ingresso, da una boa sulla quale sono indicate le regole di fruizione.Nella fascia di mare larga 500 m prospiciente l’area marina protetta la navigazione a motore è consentita a massimo10 nodi. L’area è anche riconosciuta ASPIM (area specialmente protetta d’importanza mediterranea) ai sensi della Convenzione di Barcellona delle Nazioni Unite.

Recapiti Utili

Consorzio di gestione, Sede Legale:
Castello Brown
via alla Penisola, 16034 Portofino (GE)

Sede amministrativa:
Villa Carmagnola
viale Rainusso 14
16038 S. Margherita Ligure (GE)
tel. 0185/289649
[email protected]
www.riservaportofino.it
Capitaneria di Porto di Genova
tel. 010/27771
[email protected]Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.”>

In Barca

L’area marina protetta è presidiata a ponente dall’antico borgo marinaro di Camogli col suo incantevole porticciolo sempre ingombro di barche da pesca. Gli scafi con pescaggio inferiore a 2,5 metri possono attraccare alla parte più esterna del molo foraneo, dove a causa di alcuni massi sommersi è bene accostare di prua. Con bel tempo si può stare alla fonda a circa 300 metri a sud ovest della testata, ancorando in circa 15 metri d’acqua, su fondo sabbioso buon tenitore.
Dal paesino, rimasto pressoché immutato nel tempo, si possono fare escursioni al Santuario del Boschetto (1630) o arrampicarsi alla Chiesina di S. Rocco, da cui si gode una vista incomparabile sul Golfo dei Paradiso.
Navigando verso sud si entra nel perimetro della riserva. Punta della Chiappa, bassa e brulla, è sormontata da un segnale a strisce orizzontali bianche e nere. A poche centinaia di metri verso il largo si trova la Secca dell’Isuela, uno dei siti d’immersione più interessanti: attenzione, venti forti del III quadrante generano una consistente corrente orientata per sud.
Proseguendo verso est si incontrano Cala dell’Oro, riserva integrale preclusa alla navigazione, e l’insenatura di San Fruttuoso, un capolavoro di natura e architettura dominata dall’omonima Abbazia, raggiungibile solo a piedi o dal mare. La rada, ben ridossata solamente dai venti settentrionali, presenta alcune banchine in Concessione al Comune, destinate allo sbarco e imbarco dei passeggeri. L’ormeggio degli scafi da diporto è consentito sui gavitelli della zona est. Navigando per poco più di un miglio si raggiunge Portofino. La rada, quasi interamente banchinata, offre circa 300 posti barca, di cui solo una decina riservati al transito, per cui nei mesi estivi è pressoché impossibile trovarvi posto.
Il ridosso è buono, ma il levante alza risacca. In alternativa si può sostare nel Seno di Paraggi, immediatamente a nord. La quasi totalità della baia settentrionale è riservata alla balneazione ed è delimitata da boe per cui si dà ancora nella parte restante, su circa 10-20 metri d’acqua (fondale non sempre buono), o nella caletta a sud, su fondale di circa 5-8 metri. In caso di cattivo tempo, ci si può rifugiare nel porto di Santa Margherita, appena fuori dell’area marina protetta, dotato di circa 800 posti dotati di tutti i servizi, di cui una cinquantina riservati al transito.

Le Regole