La Natura

Ogni isola dell’Arcipelago presenta le sue peculiarità paesaggistiche: Favignana ha la parte orientale pianeggiante, ricca di spiagge e calette, mentre il versante occidentale presenta coste alte e rocciose. Le isole di Marettimo e Levanzo hanno una natura spiccatamente montuosa con coste alte e scoscese e sono soprannominate le “Dolomiti nell’azzurro mare”. La vegetazione dell’arcipelago è costituita da macchia mediterranea. Sono state censite oltre 500 specie di piante comprendenti arbusti di leccio, erica arborea, cisto, senecio e un piccolo bosco di pini d’Aleppo oltre a numerosi endemismi e specie rare come il cavolo delle Egadi (Brassica macrocarpa), il bupleuro di Marettimo (Bupleurum dianthifolium), la scilla di Ugo (Scilla hughii) e il garofano delle rocce (Dianthus rupicola).
Grazie alle condizioni idrodinamiche e alla diversa natura geologica dei substrati, le acque dell’Arcipelago sono tra le più limpide e ricche di specie animali e vegetali del Mediterraneo. Le rocce più compatte di Levanzo e Marettimo favoriscono l’insediamento entro i 30-40 metri di profondità della vegetazione amante della luce, in cui predominano le alghe brune del genere Cystoseira, mentre il substrato facilmente erodibile e sabbioso di Favignana sono ideali per l’insediamento della Posidonia oceanica che cresce anche a profondità superiori ai 40 metri. Altra specie comune in questi fondali è la Pinna nobilis il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo. Il coralligeno si sviluppa oltre i 30-40m, ma anche in ambienti meno illuminati più vicini alla superficie è possibile ammirare coloratissime spugne ed alghe incrostanti, numerose colonie di antozoi e il falso corallo (Myriapora truncata).
L’arcipelago offre numerosi punti d’immersione in cui si possono osservare tutti gli ambienti possibili, dalle grotte sommerse tappezzate di spugne e margherite di mare, alle pareti verticali, alle franate dove trovano rifugio cernie, gronchi e aragoste e un ricchissimo patrimonio archeologico fra cui i resti delle navi affondate durante la celebre battaglia delle Egadi del 241 a.C. tra Romani e Cartaginesi. Le cooperative di pescatori organizzano visite guidate alla scoperta delle centinaia di grotte emerse e semisommerse di Marettimo e Levanzo, e attività di pescaturismo.

L’Area Marine Protetta

Istituita nel 1991, è la più grande riserva marina d’Italia, con 53.992 ettari, di cui ben 1.067 in zona A.
L’arcipelago, situato a 8 km dalla costa occidentale della Sicilia, comprende le isole calcaree di Favignana, Levanzo e Marettimo, l’isolotto di Formica, lo scoglio di Maraone e lo scoglio di Porcelli. Attualmente il funzionamento della riserva vive alcune difficoltà, a causa di problemi amministrativi e ipotesi di cambio della gestione.
Le zone A dell’Area marina Protetta sono delimitate da segnalamenti marittimi (boe gialle a mare e miragli gialli a terra). Il nuovo regolamento è in fase di approvazione.

Recapiti Utili

Ente Gestore: Comune di Favignana
Sede
Palazzo Florio
via Florio, 1 – 91023 Favignana
tel. 0923/922585
Centro visite di Levanzo
tel. 0923/924089
Centro visite di Marettimo
0923/923122
[email protected]
www.ampegadi.it
Capitaneria di Porto di Trapani
tel. 0923/28900

In Barca

Situate esattamente a metà fra l’Isola di Ustica e quella di Pantelleria rappresentano lo scalo ideale per la navigazione verso sud del Mediterraneo.
Tre isole principali, alcuni scogli minori, un mare incontaminato. Levanzo è la prima che si incontra venendo da nord e la meno conosciuta. Tutta la costa occidentale rientra nella zona di tutela integrale ed è interdetta alla navigazione, per cui gli unici ancoraggi sono quelli meridionali. Un paio d’imbarcazioni possono anche attraccare alla testata del molo del porticciolo di Cala Dogana, oppure si può sostare nell’adiacente Cala Fredda.
Fra Levanzo e Favignana si possono ammirare gli isolotti Maraone e Formica, dove si trova un’antica tonnara restaurata. Il porto dell’isola maggiore è in realtà un golfo parzialmente protetto da un molo dove attracca la nave. I posti disponibili sono pochi e in alternativa si sta all’ancora davanti alla spiaggia. La costa presenta varie insenature dove fare il bagno o passare la notte. La più celebre è Cala Rossa, un cristallo di mare color turchese acceso, incastonato in una cornice di tufo a picco sul mare. Deve il nome ad una delle più cruente battaglie della Prima guerra Punica, vinta nel 241 a. C. da Lutezio Catulo, in seguito alla quale l’acqua rimase insanguinata per diversi giorni. Con venti meridionali va bene la meno affollata Calazza, appena ad ovest di Punta Faraglione, con venti settentrionali si ripara fra l’isolotto del Preveto e la costa o a Cala Azzurra.
Marittimo è l’isola più occidentale dell’arcipelago, esposta a tutti i venti, che accelerano lungo i pendii e scendono rafficati sulla costa. Il periplo dell’isola è in gran parte precluso ai non residenti, ma può essere compiuto noleggiando una arca locale. È interessantissimo. Lo Scalo Vecchio, rivolto a nord, ha fondali bassi ed è quasi totalmente ingombro di barche da pesca. Allo Scalo Nuovo, che si apre a sud, si può sostare tranquillamente con tempo bello. Per il bagno conviene ancorare nei pressi di Punta Troia, facilmente identificabile per una fortezza spagnola del seicento. A mezzogiorno entrate nella vicina Grotta del Cammello per ammirare la luce del sole che, attraverso una fenditura nella roccia illumina l’acqua donandole trasparenze inimmaginabili.

Le Regole