La Natura

I cinque borghi marinari, fino a non troppo tempo fa raggiungibili solo a piedi o via mare, sono incastonati fra spettacolari montagne che da 700-800 metri strapiombano a mare, dove la natura si fonde con i terrazzamenti creati dall’uomo in secoli di duro lavoro.
Le Cinque Terre della Riviera di Levante, dichiarate patrimonio dell’umanità dall’Unesco, sono interessate da un parco terrestre e da un’area marina protetta. Vi si può vedere la tipica vegetazione di macchia bassa come l’euforbia, il finocchio di mare, il mirto, il lentisco, il cisto e l’erica, e di macchia mista a leccio in parte sostituita da coltivazioni e pinete (pino marittimo e pino d’Aleppo) mentre, in certe zone sono presenti sugheri e castagni. Le scogliere a picco, alternate a piccole spiagge, rendono i fondali dell’area marina protetta ricchi e diversificati.
Lungo le pareti rocciose di Punta Mesco, una serie di terrazzi raggiunge i 60 m di profondità. Sono colonizzati da alghe fotofile nei primi metri di profondità; a partire dai 15-20 m vi si trovano specie di grande valore: gorgonie (Leptogorgia sarmentosa, Eunicella verrucosa, Paramuricea clavata), margherite di mare (Parazoanthus axinellae) e il raro falso corallo nero (Gerardia savaglia).
Nelle piccole radure sabbiose si possono ammirare i rari e grandi esemplari di nacchera (Pinna nobilis).Praterie di Posidonia oceanica sono presenti nei fondali pianeggianti fino alla spiaggia della Fegina, mentre nella zona di Corniglia è presente una piccola prateria Cymodocea nodosa. Nelle acque dell’area protetta si possono ammirare molte specie animali come la variopinta donzella pavonina (Thalassoma pavo), cernie, tordi, ombrine, corvine, saraghi, scorfani, triglie, grossi gronchi, murene, polpi, aragoste.
I siti d’immersione più importanti sono “Il Panettone”, nell’insenatura della Punta di Montenero, “La via dell’Amore” nelle acque antistanti la Batteria Racchia in prossimità di Capo di Monte Negro e “La franata di Corniglia” situata appena fuori della marina di Corniglia. In prossimità di Monterosso è presente un percorso subacqueo appositamente attrezzato per diversamente abili.

L’Area Marina Protetta

Istituita nel 1997 ed estesa per 4.591 ettari, di cui 104 in zona A, l’area marina delle Cinque Terre è situata nella Riviera Ligure di Levante, tra Punta Mesco e la punta a sud del Seno di Canneto in provincia di La Spezia.
Lungo il litorale, disseminato di spiagge e falesie, si susseguono Punta Corona, l’alta costa di Monterosso, il promontorio di Punta Mesco, la spiaggia di Guvano e lo spiaggione a ciottoli di oltre un chilometro della Corniglia, l’alto promontorio di Capo Monte Negro e infine le spiagge e le falesie di Tramonti, tra Portovenere e Riomaggiore.
Le zone A e B sono segnalate con boe gialle luminose e miragli a terra. È presente un sistema a circuito chiuso di telecamere subacquee e subaeree per la sorveglianza e il monitoraggio dell’area marina protetta, attivo sul sito internet e sul canale televisivo del Parco delle Cinque Terre.
L’area marina protetta dispone di ormeggio per le imbarcazioni da diporto a speciali gavitelli telematici. Attualmente è in fase di completamento la procedura di aggiornamento dell’area marina protetta, che comporterà alcune nuove regole.

Recapiti Utili

Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre
via Telemaco Signorini, 118
19017 Riomaggiore (SP)
tel. 0187/760211
Centro visite Riomaggiore 0187/920633
Centro visite Manarola 0187/760511
Centro visite Corniglia 0187/812523
Centro visite Vernazza 0187/812533
Centro visite Monterosso 0187/817059
[email protected]
www.areamarinaprotetta5terre.it
Capitaneria di Porto di La Spezia
tel. 0187/778015 – 0187/258101
Campi ormeggio
numero verde 899.100.001

In Barca

Il borgo di Levanto, racchiuso fra le verdeggianti rocce dell’Appennino ligure sorge all’estremità di ponente dell’area marina protetta.
La sosta è possibile solo con tempo dichiarato e ai primi accenni di maltempo è bene salpare per Lavagna, ad ovest, o per il Golfo di La Spezia, ad est, entrambi distanti una quindicina di miglia. Facendo ingresso nella baia si deve porre attenzione alla Secca della Perla, coperta da appena 1 metro d’acqua, situata a circa 400 metri dalla costa nord.
L’ancoraggio migliore è nella parte settentrionale della rada, davanti alle scogliere che proteggono la flotta della piccola pesca, su fondale misto buon tenitore. Il porticciolo è sempre affollato. Navigando per circa 5 miglia verso sud si raggiunge Punta Mesco, vero paradiso della subacquea, incluso nella zona “A”. Poco oltre si apre la baia di Monterosso, con due porticcioli, entrambi caratterizzati da fondali inferiori ai 2 metri, in gran parte occupati da imbarcazioni locali.
Il porto di Ponente, privato, con l’ingresso rivolto verso sud est, è privo di segnalamenti luminosi. Il porto di levante è in realtà costituito da un moletto dominato da una grande torre quadrangolare, e da una scogliera isolata disposta sulla direttrice est-ovest che fronteggia la spiaggia. Fra Monterosso e Riomaggiore si trova Vernazza, incantevole villaggio, riconoscibile dal largo per l’alto campanile. Il piccolo porto è formato da un molo foraneo orientato per nord-nordovest, e da un pontile, entrambi aperti ai venti del III e IV quadrante. Complessivamente vi trovano posto un centinaio d’imbarcazioni.
Tutto il lato settentrionale del porto è disseminato di secche e bassifondi, per cui in entrata e in uscita ci si deve tenere non troppo distanti dal molo foraneo e manovrare con la massima cautela. Il fondale va da 1 a 4 metri; sulla parte esterna del molo, accostabile di prua, ci sono circa 2 metri d’acqua. I servizi in banchina includono travel lift, gru e scivolo. Riomaggiore domina dallo sbocco di un angusto vallone la parte meridionale della riserva.
A causa del pericolo di frane, sono vietati il transito e la sosta a Possaitara, ad est di Cala Monte Negro, per una zona lunga 320 metri e larga 100 metri dalla riva. In caso di maltempo si può riparare nella pittoresca Portovenere, o nel nuovo attrezzato marina di Porto Lotti nel Golfo di La Spezia.