La natura

L’Arcipelago de La Maddalena riveste un’importanza unica in tutto il Mediterraneo per quanto riguarda la flora e la fauna marina, ma la terraferma non è di minor interesse.
La tipica macchia mediterranea a piante arbustive e cespugliose, costituita in prevalenza da lentisco, olivastri, mirto, ginepri, lavanda e rosmarino ne caratterizza il paesaggio. Nelle isole sono presenti più di 50 specie endemiche che rappresentano il 25% del patrimonio della Sardegna. Differenze floristiche si notano a Spargi, dove sono presenti lecci e corbezzoli, e a Caprera, in cui si trovano tratti di pineta. Il litorale sabbioso invece è popolato da un’interessante vegetazione composta da rose di mare, sileni, elicriso, giglio marittimo. Le forti correnti che si creano all’interno delle Bocche di Bonifacio e i fondali granitici frastagliati e irregolari favoriscono l’insediamento di popolamenti marini molto diversificati e abbondanti. Di particolare interesse naturalistico sono le numerose secche che si innalzano dai fondali sabbiosi.
In questi ambienti è possibile ammirare grandi ventagli di gorgonie rosse, gialle e bianche, margherite di mare (Parazoanthus axinellae), che tappezzano le volte delle grotte, diverse specie di madrepore tra cui la Cladocora caespitosa, briozoi come Myriapora truncata, noto anche come falso corallo per la sua somiglianza con il corallo rosso, e Sertella septentrionalis. Negli anfratti delle rocce è possibile scoprire grandi crostacei come la magnosella (Scyllarides arctus) e la magnosa (S. latus), il paguro e l’aragosta. Tra la fauna ittica, frequenti sono gli incontri con specie stanziali come cernie, gronchi, murene o la corvina, mentre in mare aperto si pos sono vedere specie di passo come la ricciola e piccoli tonni. Navigando tra le isole inoltre è facile riscontrare la presenza di t ursiopi, stenelle e delfini comuni. Altre attrattive naturali delle isole dell’Arcipelago sono i “marciapiedi” visibili sulle scogliere superficiali, caratterizzati da concrezioni dell’alga rossa Lithophyllum lichenoides che formano cornici calcaree anche di un metro di spessore. Negli ambienti più esposti inoltre, è possibile anche notare la presenza dell’ormai rara patella gigante (Patella ferruginea) la cui presenza è indice di ottima qualità ambientale. Per gli appassionati delle immersioni costituiscono mete di grande interesse le secche al largo dell’Isola di Spargi, Spargiotto, Budelli e Caprera, oltre a numerosi relitti interessanti per l’archeologia subacquea.

L’Area Marina Protetta

Istituito nel 1996, il Parco tutela sia a terra che a mare le isole di La Maddalena, Caprera, S. Stefano, Spargi, S. Maria, Budelli e Razzoli, per oltre 15.000 ettari di fondali e mare protetto.
L’arcipelago si estende lungo la costa nord-orientale della Sardegna, di fronte alla rada di Palau e alle Bocche di Bonifacio. Le sette isole maggiori sono circondate da una miriade di isolotti e scogli minori.
L’intero arcipelago è protetto poiché ospita un ambiente ecologico di grande importanza, caratterizzato da spiagge, isole, dune, zone umide e paludi che ospitano specie rare animali e vegetali, sia terrestri che marine.
La regolamentazione del Parco vigente è particolare, e prevede zone di protezione integrale (Ma), delimitate con boe rosse, e di protezione generale (Mb), delimitate con boe biconiche gialle. Gli specchi d’acqua antistanti le spiagge sono delimitati da cavi tarozzati costituiti da boe sferiche di colore giallo, alle quali è vietato ormeggiare, e vi è consentito esclusivamente l’accesso a remi. L’accesso agli arenili è consentito utilizzando le corsie di atterraggio poste perpendicolarmente alla costa e per il tempo necessario allo sbarco di persone e cose.

Recapiti Utili

Ente Parco nazionale Arcipelago di La Maddalena
via Giulio Cesare, 7 – 07024 La Maddalena
tel. 0789/79021
[email protected]
www.lamaddalenapark.it
Capitaneria di Porto di La Maddalena
tel. 0789/737095 – 0789/739131

In Barca

S. Maria, Budelli e Razzoli sorgono al centro delle Bocche. Sono disposte una di fronte all’altra, così vicine da non riuscire a distinguerle, e formano il lungo fiordo di Porto Madonna (o Cala G. Marino), ben protetto dai venti dominanti. Qui c’è un campo di gavitelli. Un ancoraggio da non mancare è senz’altro Cala S. Maria, sul versante orientale dell’isola omonima, dove si può sostare davanti ad una lunga spiaggia chiara. Prima di giungervi si fare un bagno fra gli scogli di isola Piana e Corcelli, che offrono uno scorcio selvaggio di superba bellezza.
È meglio filare un grippiale perché è facile incagliare il ferro sul fondale. Proseguendo verso sud si costeggia l’Isola di Budelli, completamente costituita di granito e celebre per la Spiaggia Rosa, formata da frammenti calcarei di briozoi e foraminiferi depositati sul litorale dalle correnti. Poi è la volta di Spargi; situata in una posizione appartata, si distingue per l’aspetto tozzo e quasi circolare. Qui si trovano alcuni “gioielli”, come le cale Granara e dell’Amore e la notissima Cala Corsara. La Maddalena è l’isola maggiore. Il versante settentrionale si presenta come un bastione di roccia profondamente inciso dagli elementi. A levante, dove il ponte della Moneta la congiunge con Caprera, è relativamente dolce; mentre ad occidente le alte coste sono interrotte dalle belle dune dovute allo sbriciolamento dei graniti. Il periplo è un continuo rincorrersi di cale dove fare il bagno, dalle bianche dune di sabbia finissima di Bassa Trinita, al piccolo fiordo di Stagno Torto, dalle splendide Cala Spalmatore, dove si può tranquillamente passare la notte, alla minuscola, rilucente, Cala Napoletana, sul versante nord, vicino al piccolo marina di Porto Massimo.
L’atterraggio al porticciolo di Cala Gavetta, dove sorge l’abitato, è complicato da una serie di secche e relativi segnalamenti disseminati per la rada antistante, per cui è bene arrivare con la luce. Noleggiando un motorino si possono esplorare gli interni, dalla postazione della Marina di Guardia Vecchia, al Museo Nino Lamboglia che custodisce relitti romani. La vicina Caprera, nota in tutto il mondo per essere stata l’isola di Garibaldi, è in gran parte percorsa da imponenti rilievi granitici. Lungo la costa orientale si trovano le cale più belle fra cui spicca Cala Coticcio, nota come Tahiti, e l’ampio golfo di Cala Portese.

Le Regole

Istituito nel 1996, il Parco tutela sia a terra che a mare le isole di La Maddalena, Caprera, S. Stefano, Spargi, S. Maria, Budelli e Razzoli, per oltre 15.000 ettari di fondali e mare protetto.
L’arcipelago si estende lungo la costa nord-orientale della Sardegna, di fronte alla rada di Palau e alle Bocche di Bonifacio. Le sette isole maggiori sono circondate da una miriade di isolotti e scogli minori.
L’intero arcipelago è protetto poiché ospita un ambiente ecologico di grande importanza, caratterizzato da spiagge, isole, dune, zone umide e paludi che ospitano specie rare animali e vegetali, sia terrestri che marine.
La regolamentazione del Parco vigente è particolare, e prevede zone di protezione integrale (Ma), delimitate con boe rosse, e di protezione generale (Mb), delimitate con boe biconiche gialle. Gli specchi d’acqua antistanti le spiagge sono delimitati da cavi tarozzati costituiti da boe sferiche di colore giallo, alle quali è vietato ormeggiare, e vi è consentito esclusivamente l’accesso a remi. L’accesso agli arenili è consentito utilizzando le corsie di atterraggio poste perpendicolarmente alla costa e per il tempo necessario allo sbarco di persone e cose.

Recapiti Utili

Ente Parco nazionale Arcipelago di La Maddalena
via Giulio Cesare, 7 – 07024 La Maddalena
tel. 0789/79021
[email protected]
www.lamaddalenapark.it
Capitaneria di Porto di La Maddalena
tel. 0789/737095 – 0789/739131

In Barca

S. Maria, Budelli e Razzoli sorgono al centro delle Bocche. Sono disposte una di fronte all’altra, così vicine da non riuscire a distinguerle, e formano il lungo fiordo di Porto Madonna (o Cala G. Marino), ben protetto dai venti dominanti. Qui c’è un campo di gavitelli. Un ancoraggio da non mancare è senz’altro Cala S. Maria, sul versante orientale dell’isola omonima, dove si può sostare davanti ad una lunga spiaggia chiara. Prima di giungervi si fare un bagno fra gli scogli di isola Piana e Corcelli, che offrono uno scorcio selvaggio di superba bellezza.
È meglio filare un grippiale perché è facile incagliare il ferro sul fondale. Proseguendo verso sud si costeggia l’Isola di Budelli, completamente costituita di granito e celebre per la Spiaggia Rosa, formata da frammenti calcarei di briozoi e foraminiferi depositati sul litorale dalle correnti. Poi è la volta di Spargi; situata in una posizione appartata, si distingue per l’aspetto tozzo e quasi circolare. Qui si trovano alcuni “gioielli”, come le cale Granara e dell’Amore e la notissima Cala Corsara. La Maddalena è l’isola maggiore. Il versante settentrionale si presenta come un bastione di roccia profondamente inciso dagli elementi. A levante, dove il ponte della Moneta la congiunge con Caprera, è relativamente dolce; mentre ad occidente le alte coste sono interrotte dalle belle dune dovute allo sbriciolamento dei graniti. Il periplo è un continuo rincorrersi di cale dove fare il bagno, dalle bianche dune di sabbia finissima di Bassa Trinita, al piccolo fiordo di Stagno Torto, dalle splendide Cala Spalmatore, dove si può tranquillamente passare la notte, alla minuscola, rilucente, Cala Napoletana, sul versante nord, vicino al piccolo marina di Porto Massimo.
L’atterraggio al porticciolo di Cala Gavetta, dove sorge l’abitato, è complicato da una serie di secche e relativi segnalamenti disseminati per la rada antistante, per cui è bene arrivare con la luce. Noleggiando un motorino si possono esplorare gli interni, dalla postazione della Marina di Guardia Vecchia, al Museo Nino Lamboglia che custodisce relitti romani. La vicina Caprera, nota in tutto il mondo per essere stata l’isola di Garibaldi, è in gran parte percorsa da imponenti rilievi granitici. Lungo la costa orientale si trovano le cale più belle fra cui spicca Cala Coticcio, nota come Tahiti, e l’ampio golfo di Cala Portese.

Le Regole

I Divieti

Nella zona Ma compresa tra le isole di Razzoli e Santa Maria-La Presa è vietato l’ancoraggio; in quella di Nibani, Mortorio e Spargiotto sono vietati navigazione, sosta, pesca sportiva e ancoraggio. Nella zona Mb della Spiaggia Rosa, a Budelli, sono vietati sosta, ancoraggio e pesca sportiva; entro la linea delle boe sferiche gialle (a 70 m dalla spiaggia), è vietata la balneazione e il calpestio dell’arenile. A Cala G. Marino sono consentiti navigazione e ormeggio, mentre è vietato l’ancoraggio. Il Passo Cecca di Morto è navigabile per i soli natanti con pescaggio inferiore agli 80 cm. Nei tratti di mare di Passo del Topo e Passo degli Asinelli è vietato il transito. Tutti gli specchi acquei descritti sono delimitati da boe provviste di bande adesive indicanti il divieto. All’interno dei campi boe, segnalati con boe sferiche di colore rosso, è vietato l’ancoraggio. Sono infine vietati la cattura o il prelievo di crostacei e di esemplari di cernia, corvina, Patella ferruginea e Pinna nobilis.